Differenze tra PUN Orario e PUN Medio: Guida Tecnica per Consulenti

Nel mercato elettrico italiano, la transizione dal mercato tutelato al mercato libero e l’esplosione delle fonti rinnovabili hanno reso la gestione dei profili di consumo B2B un’attività di alta ingegneria finanziaria. Per un professionista dell’energia che si interfaccia con aziende energivore o PMI con cicli produttivi complessi, la conoscenza superficiale del prezzo dell’energia non è più sufficiente.

Capire nel dettaglio le differenze tra PUN orario e PUN medio è il requisito fondamentale per proporre una tariffa a fasce realmente conveniente e sartoriale.

Risposta Rapida: le principali differenze tra PUN orario e PUN medio risiedono nella modalità di valorizzazione dei consumi elettrici aziendali lungo le 8.760 ore dell’anno. Il PUN Orario (valorizzazione su curva di carico oraria reale) assegna a ogni singolo kilowattora consumato il prezzo esatto battuto sulla borsa elettrica (GME) nell’ora specifica di prelievo. Il PUN Medio (o mensilizzato per fasce F1, F2, F3) applica invece una media aritmetica o ponderata dei prezzi orari registrati in quel mese per la specifica fascia oraria, prescindendo dal momento esatto in cui l’azienda ha concentrato il consumo all’interno della fascia stessa.

1. Il funzionamento del PUN Orario (Indexation a Curva Reale)

Il PUN Orario riflette la realtà fisica della borsa elettrica. Nelle forniture B2B dotate di contatore teletto (15 minuti), il fornitore acquista e fattura l’energia orario per orario.La formula del costo della materia prima per una determinata ora “h” è data da:

Costo Materia Prima_h = Consumo_h x (PUN_h + Spread) x (1 + λ)

(Dove λ rappresenta le perdite di rete ufficiali).

Quando conviene al cliente B2B?

Questa struttura è ideale per le aziende che hanno la capacità di modulare la produzione o che dispongono di sistemi di accumulo e fotovoltaico. Se un’azienda concentra i prelievi nelle ore centrali della giornata (dove la sovrapproduzione solare abbassa la curva del PUN orario) o di notte, beneficia istantaneamente dei crolli di prezzo orari, senza subire l’effetto “sommatoria” delle ore più care della stessa fascia.

2. Il meccanismo del PUN Medio per Fasce (F1, F2, F3)

Molti fornitori propongono contratti indicizzati al PUN Medio per Fasce. In questo caso, il GME calcola la media aritmetica dei prezzi orari di ciascuna fascia al termine del mese di fatturazione (PUN_F1, PUN_F2, PUN_F3).

Le differenze tra PUN orario e PUN medio diventano evidenti analizzando il rischio di profilazione:

PUN_F1 = Σh∈_F1 PUN_h
                       Nh∈_F1

Se il cliente B2B preleva energia prevalentemente nelle ore di picco assoluto all’interno della Fascia F1 (es. dalle 10:00 alle 12:00, quando la rete è sotto stress), con il PUN Medio pagherà comunque la media della fascia. In questo specifico scenario, il PUN Medio protegge il cliente dai picchi orari estremi.

Al contrario, se il cliente consuma nelle ore “scariche” della Fascia F1 (es. prima mattina o tardo pomeriggio), con il PUN Medio pagherà di più rispetto al PUN Orario, poiché la sua bolletta finanzierà la media dei consumi altrui.

FAQ

Quali sono le principali differenze tra PUN orario e PUN medio per una PMI?

Le differenze principali riguardano la precisione del calcolo della bolletta. Il PUN orario calcola il costo esatto dell’energia nell’ora precisa in cui viene consumata, mentre il PUN medio applica una tariffa media mensile ripartita sulle tre fasce orarie (F1, F2, F3). Il PUN orario premia le aziende con consumi flessibili, mentre il PUN medio livella il prezzo per chi ha consumi rigidi.

Come influiscono le rinnovabili sulle differenze tra PUN orario e PUN medio?

L’immissione massiccia di energia solare durante le ore diurne crea il cosiddetto fenomeno della “Duck Curve” (curva a anatra), facendo crollare il PUN orario a metà giornata. Chi ha una tariffa a PUN orario rischia di pagare l’energia pochissimo nelle ore centrali, mentre chi ha il PUN medio F1 paga una media ponderata che include anche i picchi mattutini e serali della stessa fascia.

Conclusione

Dominare la matematica del mercato e comprendere a fondo le differenze tra PUN orario e PUN medio distingue il consulente d’élite dal semplice intermediario provvigionale. Non esiste una struttura tariffaria migliore in assoluto: esiste l’analisi della curva di carico del cliente B2B.

 

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